Comunicato

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il disciplinare di produzione (pdf 1.58 Mb)
L'istruttoria ministeriale per il riconoscimento della IGP alla denominazione “PASTA DI GRAGNANO” volge ormai al termine. Si è svolta, infatti, il 30 luglio scorso, presso la Biblioteca comunale di Gragnano, la riunione di pubblico accertamento.
La pubblica audizione è prevista, come è noto, dall’iter procedurale per la registrazione delle denominazioni proposte ai sensi del regolamento CE n. 510/06. Dopo tale adempimento si è ora in attesa che venga pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la proposta di riconoscimento con il disciplinare di produzione e al termine dei 30 giorni previsti per eventuali osservazioni, il Ministero, con proprio decreto, invierà l’istanza alla competente Commissione UE per la definitiva registrazione del marchio comunitario. Contemporaneamente, su richiesta dei promotori e a piano di controllo approvato, potrà autorizzare la protezione transitoria nazionale che consentirà alle imprese produttrici di poter certificare il prodotto con la denominazione proposta e di utilizzare il marchio IGP sul territorio italiano.
L’iniziativa della “Pasta di Gragnano IGP” è la prima del suo genere in Italia e la seconda in Europa (dopo l’IGP della pasta dell’Alsazia) e consentirà all’importante filiera pastaia della zona di potersi fregiare di un marchio geografico di qualità per concorrere nel mercato dei prodotti d’eccellenza.
Finalmente la Pasta di Gragnano sarà dunque tutelata contro qualsiasi uso ingannevole che possa indurre in errore il consumatore sulla sua vera origine. Un marchio che non sarà solo uno strumento di tutela ma anche di marketing commerciale.
La domanda di riconoscimento della “Pasta di Gragnano” IGP è giustificata dalla reputazione e notorietà del prodotto. Da oltre 500 anni il nome della pasta è infatti strettamente legato alla città di Gragnano. Verso la metà del 1500 a Gragnano nella generosa Valle dei Mulini, stretta tra il mare ed i monti, nascono le prime aziende artigianali per la produzione della pasta. Grazie alla favorevole posizione, Gragnano e la sua Valle dei Mulini, rappresentavano il luogo ideale per la produzione e l'essiccazione della pasta. Le fonti delle vicine sorgenti alimentavano i tanti mulini presenti nella valle; la presenza dei mulini favoriva l'approvigionamento della semola di grano duro, materia prima della pasta. La particolare caratteristica di queste acque rendeva caratteristico il sapore dell'impasto.
Tre milioni di tonnellate circa di pacchi di pasta in un anno, per un bacino di consumatori stimato in oltre 6 milioni di persone e una crescita di produzione stimata intorno al 10% nell’ultimo anno sono dati significativi che testimoniano la vitalità di un comparto strategico per l’economia regionale. Il comparto inoltre impiega oltre 300 persone nei pastifici della città, ovvero il 5% del totale nazionale della forza lavoro del settore. La pasta di Gragnano viene oggi venduta in 42 nazioni diverse, ma il mercato internazionale è in ulteriore espansione.
L’istanza di riconoscimento è stata presentata dal Consorzio Gragnano Città della Pasta che raggruppa la maggior parte dei pastifici locali e rappresenta il 98% della produzione dell'area sia in termini di volumi che di fatturato.