Servizio Fitosanitario Regionale

Tariffa fitosanitaria


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La Tariffa Fitosanitaria è prevista con D.lgs n. 214 del 19 agosto 2005 e ss.mm.ii. "Attuazione della direttiva 2002/89/CE concernente le misure di protezione contro l'introduzione e la diffusione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali"; secondo gli importi della tabella dell'allegato XX, come modificato dal DM 12 aprile 2006 - G.U. n. 153 del 4-07-2006.  Il DM, tra l’altro, specifica che la tariffa annuale ha validità dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno e che il pagamento deve essere effettuato entro e non oltre il 31 gennaio.

Alla gestione della tariffa fitosanitaria provvedono i Servizi fitosanitari regionali. L’art. 55. del D.Lgs. 214/05 e ss.mm.ii., prevede che gli oneri necessari per il rilascio delle diverse autorizzazioni di  cui agli articoli 19, 26, 30 e 32, nonché per le verifiche di  cui  agli articoli  20  e  23  e per  i  controlli  documentali,  di  identità e fitosanitari di cui agli articoli 23, 33, 36, 37, 38,  41,  43  e  47 sono posti a carico  dell'interessato, dell'importatore  o  del  suo agente doganale, secondo la tariffa fitosanitaria di cui all’allegato XX.Di seguito si riporta la tabella semplificata, con i codici tariffa, per il rilascio delle autorizzazioni e per i controlli alla produzione ed alla circolazione: 

tipologia frequenza importo
Rilascio autorizzazione fitosanitaria produttori-vivaisti, produttori e condizionatori di sementi, commercianti all’ingrosso, importatori da paesi terzi di vegetali e prodotti vegetali, centri di raccolta e di spedizione di patate da consumo ed agrumi con peduncoli e foglie - codice tariffa 1101 Una tantum 100,00 €
Rilascio autorizzazione fitosanitaria per produttori di patate da consumo o frutti di agrumi - codice tariffa 1135 Una tantum 20,00 €
Rilascio autorizzazione all’uso del passaporto delle piante CE - codice tariffa 1135 Una tantum 100,00 €
Iscrizione al Registro Ufficiale dei Produttori senza l’autorizzazione all’uso del passaporto delle piante - CE  codice tariffa 1135 Annua 25,00 €
Iscrizione al Registro Ufficiale dei Produttori con l'autorizzazione all'uso del passaporto delle piante CE per zone non protette -  codice tariffa 1135 Annua 50,00 €  per ogni centro aziendale
Iscrizione al Registro Ufficiale dei Produttori  con l'autorizzazione all'uso del passaporto delle piante CE per zone protette - codice tariffa 1135 Annua 100,00€  per ogni centro aziendale
Emissione certificati fitosanitari import/export - codice tariffa 1137   importo calcolato in conformità alla tabella dell'allegato XX parte A, sez. 1-2, del D.Lgs.214 del 19/08/2005 e ss.mm.ii.,

Il pagamento della tariffa fitosanitaria, deve essere effettuato:

sul conto corrente postale n. 21965181, intestato a "REGIONE CAMPANIA SERVIZIO TESORERIA NAPOLI - TARIFFA FITOSANITARIA "specificando nella causale l’anno di riferimento ed il codice tariffa 1101 / 1135 / 1137,

oppure

tramite bonifico bancario inserendo nella causale: Regione Campania U.O.D. 50.07.07, tariffa fitosanitaria codice 1101 / 1135 / 1137, sul conto corrente con IBAN n.

IT38 V030 6903 4961 0000 0046 030 BIC BCITITMM, presso Banco di Napoli, via Forno Vecchio, 36 – 80134 Napoli.

L'attestazione dell'avvenuto versamento deve essere inviata in originale al seguente indirizzo: Giunta Regionale della Campania, Direzione Generale per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali -  U.O.D. Ufficio Centrale Fitosanitario - Centro Direzionale isola A/6 - 80143 Napoli. oppure via email all'indirizzo uod.500707@regione.campania.it

Il decreto legislativo n. 214/2005, art. 55, comma 3, prevede sanzioni amministrative per il mancato e tardivo versamento della tariffa fitosanitaria.

La tariffa fitosanitaria, prevista dall'art. 55 del D. Lgs. n. 214/2005 deve essere versata entro il 31 gennaio di ogni anno.

L'art. 55, comma 3, di tale decreto legislativo prevede che per il mancato o tardivo versamento della tariffa fitosanitaria si applicano le sanzioni nella misura e secondo le procedure di cui ai decreti legislativi 18 dicembre 1997, n. 471 e n. 472 (recanti disposizioni in materia di violazioni di norme tributarie).

In particolare, l'art. 13 del D. Lgs. n. 472/1997 disciplina la procedura del ravvedimento operoso, consentendo ai contribuenti che non hanno ancora provveduto al pagamento di quanto dovuto nei termini fissati dalla legge la possibilità di sanare in modo spontaneo eventuali violazioni commesse in materia fiscale e tributaria, beneficiando di riduzioni delle sanzioni amministrative (l'iscrizione a ruolo e la notifica della cartella di pagamento) ed evitando il contenzioso.

Cause ostative per l'applicazione del ravvedimento operoso sono costituite dall'avvenuta constatazione della violazione; oppure dall'inizio di accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento di cui l'autore della violazione (o i soggetti obbligati in solido) abbia avuto formale conoscenza; oppure dal decorso di un anno dalla scadenza del pagamento (ravvedimento fuori termine). A seguito delle modifiche introdotte con il D.M. 13 dicembre 2017, emanato dal ministero dell'Economia e delle Finanze e recante "Modifica del saggio di interesse legale", a decorrere dal 1° gennaio 2018 sono entrate in vigore nuove norme relative alle sanzioni previste in caso di ritardato oppure omesso versamento dei tributi (compresa la tariffa fitosanitaria).

La tabella che segue mostra le nuove modalità nel caso del ravvedimento operoso breve (il quale avviene entro 30 giorni rispetto alla scadenza del termine di pagamento) oppure in caso di ravvedimento operoso lungo (il quale avviene dal 31° giorno fino a un anno rispetto alla scadenza del termine di pagamento). Nel primo caso deve essere effettuato il versamento dell'importo dovuto, oltre al 3% di tale importo; nel secondo caso deve essere effettuato il versamento dell'importo dovuto, oltre al 3,75% di tale importo.

ALIQUOTA

RAVVEDIMENTO

DAL

AL

3%

BREVE (entro 30 gg.)

01/02/2017

02/03/2017

3,75%

LUNGO (entro 1 anno)

03/03/2017

31/01/2018

In entrambi i casi deve essere effettuato anche il pagamento degli interessi moratori (questo al fine di fare in modo che il contribuente non possa conseguire un arricchimento ingiustificato), i quali, con maturazione giornaliera, sono calcolati in base al tasso legale annuo che, a partire dal 1° gennaio 2018, con il D.M. 13/12/2017 è stato fissato allo 0,3% (il tasso legale, fino al 31/12/2009, era pari al 3%; dal 01/01/2010 al 31/12/2010 era pari all’1%; dal 01/01/2011 al 31/12/2011 era pari all’1,5%; dal 01/01/2012 al 31/12/2013 era pari al 2,5%; dal 01/01/2014 al 31/12/2014 era pari all’1%; dal 01/01/2015 al 31/12/2015 era pari allo 0,5%; dal 01/01/2016 al 31/12/2016 era pari allo 0,2%; dal 01/01/2017 al 31/12/2017 era pari allo 0,1%).".

Il tributo (tariffa fitosanitaria) è la somma dovuta e non versata (es. 100,00 euro); i giorni di ritardo sono computati a partire da quello in cui avrebbe dovuto essere effettuato il versamento (scadenza originaria, vale a dire data di omesso versamento, es. 16/03/2018), fino a quello in cui il versamento risulta eseguito (data di pagamento, vale a dire data di regolarizzazione, es. 15/05/2018).

100,00 * 3,75% (ritardo superiore a 30 gg.) = 3,75 (sanzione da versare)
100,00 * 0,3% * 60 / 365 = 0,30 (interessi da versare)
100,00 + 3,75 + 0,30 = 104,05 (totale)

Gli importi espressi in euro devono essere arrotondati al centesimo: per difetto, se la terza cifra decimale è inferiore a 5 (ad esempio, l'importo 36,822 € va arrotondato a 36,82 €), oppure per eccesso, se la terza cifra decimale è uguale o superiore a 5 (ad esempio, l'importo 36,405 € va arrotondato a 36,41 €). Il pagamento dovuto, le sanzioni ridotte e gli interessi legali devono essere versati contestualmente: nel caso di mancanza anche di uno solo di tali pagamenti il ravvedimento operoso è inefficace.

Il versamento della tariffa fitosanitaria deve essere effettuato sul conto corrente postale n. 21965181, intestato a "REGIONE CAMPANIA SERVIZIO TESORERIA NAPOLI – SANZIONE TARIFFA FITOSANITARIA " specificando nella causale l’anno di riferimento ed il codice tariffa 1128, oppure tramite bonifico bancario, sul Conto IBAN IT38 V030 6903 4961 0000 0046 030 BIC BCITITMM

Gli operatori che hanno pagato la tariffa fitosanitaria non dovuta possono chiedere al Servizio Fitosanitario la compensazione del versamento o dell'eccedenza di versamento, oppure il rimborso.

Compensazione

L'operatore che intende avvalersi della facoltà di richiedere la compensazione di somme erroneamente versate e non dovute (per l'importazione di vegetali o prodotti vegetali non inseriti nell'All. V, Parte B, o nell'All. XXI del D. Lgs. n. 214/2005, ad esempio, la normativa non prevede il pagamento della tariffa), dovrà presentare al Servizio Fitosanitario apposita istanza, in carta libera, riportante i seguenti dati:

  • le proprie generalità;
  • il codice fiscale / partita I.V.A., PEC e sede della propria ditta;
  • la data del versamento, l’importo della tariffa dovuto, l’importo pagato e l’indicazione dell’eccedenza di versamento del quale si intende usufruire della compensazione;
  • il numero della propria richiesta;
  • il motivo della richiesta di compensazione (tipo di errore avvenuto) e il/i numero/i delle richieste aperte in compilazione dove chiede di far valere la compensazione.

L’eccedenza verrà tenuta valida dal Servizio Fitosanitario per le richieste di certificazione successive all’accoglimento della richiesta di compensazione. Alla richiesta di compensazione deve sempre essere allegato l'originale della ricevuta del versamento effettuato.

Rimborso

L'operatore può presentare istanza di rimborso della tariffa soltanto nel caso di cessazione dell’attività svolta (per scioglimento, fallimento ecc.). Chi intende avvalersi della facoltà di richiedere il rimborso dovrà presentare al Servizio Fitosanitario apposita istanza, in carta libera, riportante i seguenti dati:

  • le proprie generalità;
  • il codice fiscale / partita I.V.A., PEC e sede della propria ditta;
  • l’importo della tariffa erroneamente versato e la data;
  • il motivo della richiesta di rimborso;
  • i dati relativi alla propria banca e il codice IBAN del proprio conto corrente.

Il Servizio Fitosanitario, tuttavia, non procede alla compensazione o al rimborso delle somme versate nei casi in cui, a seguito dei controlli documentali, di identità o fitosanitari si riscontri la non conformità alla normativa e la spedizione venga intercettata, respinta o distrutta (ad esempio, perché costituita da vegetali di vietata introduzione).

Alla richiesta di rimborso deve sempre essere allegato l'originale della ricevuta del versamento effettuato.

Sono compensabili o rimborsabili solo le somme superiori a 10,33 €.

Le richieste di compensazione o rimborso possono essere predisposte secondo i modelli di seguito riportati, e inviate al seguente indirizzo PEC: uod.500707@pec.regione.campania.it

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