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Sviluppo di una microfiliera basata sulle proprietà tintorie del Carciofo Bianco di Pertosa per la produzione di artigianato legato al turismo territoriale

carciofo di pertosa

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icona pdf Scarica il volume "Tingere con il Carciofo bianco di Pertosa" (pdf 8.5 Mb)

Il  Carciofo Bianco di Pertosa, coltivato nei comuni di Auletta, Caggiano, Pertosa e Salvitelle è stato oggetto negli ultimi anni di una riscoperta, e grazie ad iniziative di operatori locali e dell'Amministrazione regionale è stato avviato ad una progressiva rimessa in coltura per scongiurarne la estinzione: la formazione di un consorzio di produttori, la costituzione di un presidio Slow-Food, l'iscrizione nell'elenco regionale dei prodotti tradizionali agroalimentari della regione Campania, l'inserimento nell'elenco degli ecotipi oggetto di studio nell'ambito della  misura 214 azione f ) del PSR 2007- 2013.

L'interesse dei consumatori per un prodotto dalle eccezionali proprietà organolettiche, e quello degli studiosi per le sue potenzialità in campo nutrizionale, ambientale, officinale, indicano che il  Carciofo Bianco di Pertosa può costituire una risorsa-volano per il territorio se opportunamente valorizzato come coltura multifunzionale.

Il progetto "Sviluppo di una microfiliera basata sulle proprietà tintorie del Carciofo Bianco di Pertosa per la produzione di artigianato legato al turismo territoriale" approvato dall'Assessorato all'Agricoltura – Settore SIRCA (DRD n. 744del 30.11.2010) ha mirato alla costituzione di una microfiliera basata sui prodotti di scarto della coltivazione e trasformazione del carciofo Bianco di Pertosa per la produzione di souvenir da inserire nell'offerta della fondazione MidA legata al turismo delle grotte dell'Angelo e dei Musei  MidA.
Il progetto è stato affidato alla Fondazione Mida in qualità di soggetto capofila, che ne ha curato anche la divulgazione e le attività di formazione, ed ha attivato collaborazioni con il Consorzio Carciofo Bianco di Pertosa che ha fornito anche i materiali vegetali provenienti dalla coltivazione e dagli scarti di lavorazione del carciofo, con l'Università degli Studi di Salerno – Dipartimento di Farmacia che ha curato la messa a punto del processo di estrazione dei pigmenti dai materiali vegetali ed il  processo di tintura di tessuti o fibre e con l'Associazione "I colori del Mediterraneo- Tingere con le piante" che ha collaborato alla predisposizione di prototipi di oggetti artigianali.

Le attività realizzate hanno consentito la messa a punto di procedimenti estrattivi per ottenere tre colori denominati " Oro  MidA", "Terra di Auletta" e "Verde Pertosa".

Il progetto ha, anche, previsto la formazione di persone interessate ad acquisire le competenze necessarie alla produzione dei prototipi messi a punto, e la diffusione dei risultati presso i ragazzi delle scuole ed i visitatori del sistema  MidA.
Inoltre, oltre alle attività progettuali, sono state condotte sperimentazioni per lo sviluppo di carta artigianale di qualità, presso la cartiera Amatruda di Amalfi, e la preparazione di materiali da applicazione muraria (intonaci, biopitture) per l'edilizia, con potenziale di riduzione di impatto ambientale rispetto ai colori sintetici.

E' stato predisposto un opuscolo informativo di 16 pagine per la divulgazione delle tecniche di estrazione dei pigmenti dal carciofo Bianco e per la promozione e diffusione del progetto.