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Recupero della fertilità di suoli sottoposti a sistemi colturali intensivi

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I nuovi sistemi di coltivazione intensivi che prevedono, nella maggior parte dei casi, colture protette con temperature microambientali mediamente più alte, assenza di piogge, assenza di rotazioni, scomparsa dell'aratura, fertilizzazione localizzata, asportazione dei residui colturali senza reintegro della sostanza organica possono provocare danni alla qualità dei suoli.

L'abbandono della fertilizzazione organica determina un sensibile impoverimento del suolo stesso, con un trasferimento netto di carbonio ( sotto forma di anidride carbonica) all'atmosfera. Gli effetti del degrado della qualità del suolo si stanno riflettendo velocemente sui livelli produttivi delle colture ortive protette in tutta la Campania e in particolare di quelle di IV gamma della Piana del Sele.

Pertanto la Regione Campania, ha approvato il progetto "Recupero della fertilità dei suoli sottoposti a sistemi colturali intensivi" (DRD 302 del 4.05.2010), con l'obiettivo di individuare le tecniche agronomiche più efficaci per il recupero della fertilità dei suoli degradati presenti nella Piana del Sele attraverso il ripristino della loro componente organica.

Il Progetto ha previsto la compartecipazione finanziaria della Regione Campania, del Dipartimento di Arboricoltura, Botanica e Patologia Vegetale, in qualità di soggetto capofila, e del Dipartimento di Scienze del Suolo, della Piante dell'Ambiente e delle produzioni Animali dell'Università degli Studi di Napoli, del Dipartimento di Scienze Ambientali della Seconda Università di Napoli e della Camera di Commercio dell'Industria, dell'Artigianato e dell'Agricoltura di Salerno.