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Certificazione volontaria delle produzioni vivaistiche frutticole

limone ovale di sorrento in vivaio

La certificazione rappresenta lo strumento di massima garanzia del materiale vivaistico, l’unico in grado di tutelare gli operatori frutticoli, quali utilizzatori finali, e gli stessi vivaisti.

Il sistema della certificazione volontaria del materiale di propagazione di agrumi, olivo, pomoidee (melo e pero), prunoidee (pesco, albicocco, ciliegio e susino) e della fragola ha subito di recente una vigorosa accelerazione a seguito dell’aggiornamento del quadro normativo nazionale.

I nuovi decreti di regolamentazione del sistema (del 20 novembre 2006) sono stati infatti pubblicati sul Supplemento ordinario n. 142 alla Gazzetta Ufficiale n. 141 del 20.06.07.

Gli attori coinvolti nel sistema sono:

- il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali

- il CIVI-ITALIA

- le Regioni (con i relativi Servizi Fitosanitari Regionali – SFR)

- i vivaisti.

La partecipazione ai programmi di certificazione è aperta a tutti i vivaisti italiani che ne facciano richiesta, a prescindere dell’adesione o meno della propria Regione al Servizio nazionale di certificazione. Il vivaista, nell’istanza, dovrà impegnarsi ad adottare tutte le prescrizioni e gli adempimenti tecnici previsti e nel contempo ad utilizzare esclusivamente materiale di moltiplicazione di base proveniente dal sistema nazionale di certificazione. Il vivaista è responsabile altresì per tutti gli aspetti fitosanitari e sulla rispondenza varietale. Per fare ciò dovrà servirsi dei laboratori accreditati di diagnosi fitosanitaria e in grado di attestare l’identità genetica.

Il Servizio Fitosanitario Regionale ha la funzione di supervisione e di controllo di tutte le fasi del processo di certificazione, nel rispetto dei disciplinari tecnici di produzione delle singole specie. La nuova normativa attribuisce altresì ai SFR delle Regioni il compito di dichiarare l’idoneità delle aree che ospitano le varie strutture (centri di premoltiplicazione, centri di moltiplicazione, campi di piante madri, vivai) con riferimento alla presenza o meno degli organismi nocivi di quarantena. I SRF rilasciano infine la certificazione del materiale di propagazione risultato idoneo.

Al CIVI-ITALIA, organo di rappresentanza del settore riconosciuto dal Ministero, compete la gestione delle autorizzazioni e della distribuzione dei cartellini da apporre sul materiale, della quale attività informa annualmente il Mipaaf e i SFR.

Presso il Mipaaf opera inoltre il Comitato nazionale per la certificazione, che è l’organo di coordinamento ove siedono i rappresentanti di tutti gli attori del sistema. Esso traccia le linee programmatiche d’intervento e in pratica tutela anche a livello internazionale il settore.

In Campania si sta lavorando per promuovere un sistema regionale di certificazione per il limone e l’olivo, che vede nell’azienda regionale Improsta il sito che ospiterà i rispettivi campi di premoltiplicazione.

icona di acrobat Sintesi grafica del sistema nazionale di certificazione volontaria delle produzioni vivaistiche (pdf 336 Kb)