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Valorizzazione dei limoni campani di pregio mediante la selezione clonale e il vivaismo ornamentale

limonicoltura

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Il Limone in Campania

Progetto di ricerca sulla Limonicoltura campana di pregio

bozzetto con limoni

Il limone in Campania è coltivato lungo la Costiera Amalfitana, la Penisola Sorrentina ed in misura minore nelle isole del golfo e nelle altre aree costiere, trovando un interesse strategico per l’agricoltura locale, non trascurando l’aspetto paesaggistico visto che queste sono aree ad economia prevalentemente turistica. Complessivamente il limone in Campania interessa un’area di circa 1200 ha, di cui quasi 400 in penisola sorrentina, 380 in costiera amalfitana e 50 nell’isola di Procida. Le produzioni medie annue si aggirano intorno alle 80 mila t nell’area sorrentina, 75-80 mila in costiera amalfitana e 12 mila a Procida (totale Campania 260 mila t circa).

In queste aree sono presenti tre cultivar di limone che presentano caratteristiche del frutto specifiche e di pregio. Nella penisola sorrentina è presente quasi esclusivamente l’Ovale di Sorrento, nella costiera amalfitana lo “Sfusato amalfitano” e a Procida il “Limone di Procida”. E’ noto che tali varietà esprimono la limonicoltura tipica e di pregio della Campania e già da qualche anno le prime due possono fregiarsi dei marchi IGP di cui al Reg. CE n. 2081/92 (rispettivamente Limone di Sorrento IGP e Limone Costa d’Amalfi IGP). La destinazione del prodotto trova collocamento nel consumo fresco e nella produzione del limoncello; una piccola parte è destinata alle confetture, mentre in crescita è la domanda di frutti per le produzioni dolciarie.

Le problematiche che attengono alla limonicoltura di queste aree, soprattutto di quella amalfitana, sono relative a difficoltà oggettive che persistono da decenni e che è difficile rimuovere in assenza di interventi straordinari e specifici. I principali problemi attengono:
a) alla proprietà fondiaria caratterizzata da un’eccessiva frammentazione che impedisce di poter attuare anche le misure specifiche previste dai fondi strutturali europei;
b) ai collegamenti resi precari e difficoltosi dalle caratteristiche intrinseche e peculiari del territorio interessato che incidono fortemente sui costi di commercializzazione del prodotto;
c) al progressivo abbandono delle superfici agricole, anche perché, stante l’orografia del territorio, gli spazi rurali sono poco accessibili e né vi è la possibilità di costruire strade o teleferiche per i vincoli posti dalle norme in vigore dal punto di vista urbanistico e paesaggistico;
d) alla difficoltà di poter competere sui mercati nazionali ed internazionali per gli alti costi di produzione che vanificano anche le opportunità offerte dal marchio IGP.

I due Consorzi di tutela “Limone Costa d’Amalfi IGP” e “Limone di Sorrento IGP”, in quanto portatori di interessi degli operatori locali delle due filiere, sono da tempo impegnati, accanto alle pur lodevoli campagne promozionali per la valorizzazione del prodotto, in azioni di sensibilizzazione per la soluzione delle problematiche strutturali anzidette interessando soprattutto le istituzioni pubbliche nazionali, regionali e locali. Uno dei risultati più evidenti di tale azione è stata l’approvazione in Commissione agricoltura della Camera dei Deputati, di un testo di legge unificato per la tutela e la salvaguardia dei limoneti delle fasce costiere italiane.

Gli interventi regionali a sostegno della limonicoltura

sagra del limone di massa lubrense 2007: cesto di limoniL’Assessorato regionale all’agricoltura e alle attività produttive è da tempo impegnato a sostenere il settore promuovendo nel contempo anche azioni a diretto vantaggio del territorio interessato. Nel nuovo PSR 2007-2013 proposto alla Commissione europea sono diversi gli elementi di novità rispetto al POR precedente che occorre sottolineare:
- non sussistendo più il vincolo del Reddito lordo standard è auspicabile che le forme di incentivazione e finanziamento previste soprattutto dalle nuove misure possano trovare ampio spazio di attuazione nell’intero territorio sorrentino-amalfitano;
- per tutti gli interventi a carattere individuale, le imprese agricole potranno accedere a contributi fino al 60% della spesa ammessa per spese di miglioramento degli impianti esistenti, per i muretti a secco, per opere di captazione e utilizzazione delle acque a fini irrigui, per il recupero e la valorizzazione dei fabbricati ed altre strutture rurali. E’ in corso di valutazione la possibilità di consentire alle amministrazioni comunali di territorializzare alcuni interventi ad interesse collettivo (es. i muretti a secco di contenimento) con copertura integrale dei costi;
- per i diversi interventi strutturali e in relazione alle assolute specificità proprie di aree come quelle in oggetto si stanno studiando deroghe ai vincoli vari posti dall’OCSE e dalle altre norme in vigore che impediscono allo stato interventi tout court.
In termini di servizi per la valorizzazione delle risorse tipiche locali e per la promozione del territorio, che il Consorzio pure inserisce tra gli interventi richiesti, vi è da dire che l’Assessorato è impegnato da oltre un anno nell’attuazione del progetto speciale “Costiera dei Fiori”, che sempre più va acquisendo una sua connotazione di assoluta qualità nel campo degli interventi di marketing territoriale. Il progetto, che nasce inizialmente proprio a servizio dell’area amalfitana-sorrentina, ha ricevuto la sua consacrazione ufficiale a livello internazionale al Chelsea Flower Show di Londra con la medaglia d’oro attribuita alla riproduzione di un giardino pensile amalfitano. Anche in futuro è auspicabile che insieme ai soggetti istituzionali locali e alle imprese che insistono sul territorio si possano programmare eventi, all’interno di questo contenitore programmatico, a forte ricaduta turistica ed utili per la promozione delle eccellenze gastronomiche locali. Di per sé Costiera dei Fiori è già un marchio conosciuto e affermato e può rappresentare un valore aggiunto che la Regione mette a disposizione dei soggetti impegnati nel campo dello sviluppo locale. E’ in tal senso che va considerata la sua utilizzazione anche in termini di segnaletica stradale e di cartellonistica informativa nei punti strategici dell’area.

I servizi regionali di sviluppo agricolo, oltre a farsi carico della divulgazione e della corretta informazione degli interventi di sostegno alle aziende, hanno promosso già da alcuni anni alcune azioni finalizzate allo sviluppo sostenibile del comparto. Il sostegno tecnico ed amministrativo offerto dal SeSIRCA ai proponenti lungo tutto l’iter che ha portato nel 2000 e 2001 alla registrazione da parte della UE dei marchi I.G.P. “Limone di Sorrento” e “Limone Costa d’Amalfi” è in tal senso paradigmatico. Non a caso l’ottenimento di tale marchio collettivo, in applicazione del Reg. CEE 2081/92 (attuale 510/06), ha rappresentato un momento storico determinante in quel processo di sviluppo del comparto già in atto da alcuni anni, testimoniato dal progressivo aumento degli impianti che vanno ad essere registrati per poter commercializzare produzione certificata.

Nel 2003 è stato avviato un altro intervento nel campo dei servizi reali alle imprese che una volta a regime consentirà di razionalizzare una fase di estrema importanza della filiera del limone in Campania, costituita dall’autoapprovvigionamento del materiale di propagazione certificato per i nuovi impianti. E’ stato infatti avviato un Progetto di ricerca sulla “Limonicoltura campana di pregio”, frutto della convenzione tra la Regione e il CRA-Istituto Sperimentale per l’Agrumicoltura di Acireale, che dovrà consentire l’implementazione, presso l’azienda agricola sperimentale Improsta di Eboli, di un centro di premoltiplicazione del limone con annesso sistema di certificazione volontaria.

Un’altra azione significativa del progetto di ricerca è rivolta alla sperimentazione in Campania delle innovazioni sul vivaismo ornamentale agrumicolo, settore che in Sicilia sta avendo un vero e proprio boom economico e produttivo.