gli
interventi regionali
per la conoscenza dei
suoli agricoli della Campania
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Le nuove linee
di politica agricola comunitaria hanno sancito il nuovo ruolo da affidare
all'agricoltura in Europa: produrre alimenti più sani e di qualità,
nel rispetto della salute dei consumatori, salvaguardando le risorse
dell'ambiente e del territorio che essa utilizza e con cui interagisce.
Tra i punti più qualificanti di questa strategia, campeggia
il concetto di un'agricoltura "sostenibile", caratterizzata dal prevalente
ricorso a sistemi di coltivazione tradizionalmente "conservativi",
a cui possono associarsi tecniche colturali di recente concezione.
Un ruolo imprescindibile, ai fini del perseguimento degli
obiettivi strategici così determinati, è svolto dal suolo, quale elemento
essenziale degli agrosistemi e quale unico supporto alle coltivazioni.
Anche per questi motivi, l'Assessorato regionale all'Agricoltura
ha ritenuto maturi e non più differibili i tempi di adeguamento della
propria macchina organizzativa alle accresciute esigenze di gestione
della risorsa suolo: sia per quanto si riferisce alle attività di
studio e di aggiornamento costante delle conoscenze acquisite; sia
per quanto si riferisce alla sua razionale utilizzazione da parte
degli operatori agricoli ed alla pianificazione territoriale.
Potendo contare su un nucleo di risorse umane ad elevato
grado di specializzazione, su cui ha saputo compiere un impegnativo
investimento, che ha già offerto confortanti riscontri in termini
di professionalità e di risultati, la Regione, in seno al Settore
Sperimentazione, Informazione, Ricerca e Consulenza in Agricoltura
(SeSIRCA), si accinge ad istituire una nuova struttura funzionale,
il Servizio Pedologico Regionale, che potrà gestire in modo sistematico
ed esclusivo le attività di studio, ricerca, informazione e consulenza
riferite alla conoscenza ed all'utilizzazione della risorsa suolo
in campo agricolo. Ciò a beneficio sia degli operatori agricoli che
delle altre strutture, non solo dell'Area Agricoltura, ma anche delle
altre Aree regionali che necessitano di collaborazione specialistica.
Sarà così possibile pervenire a conoscenze sempre migliori
sulle dinamiche territoriali e realizzare strumenti metodologici sempre
più funzionali all'attuazione di una nuova politica agricola regionale,
che trascenda la logica esclusiva del mercato a beneficio di quella
socio-ambientale, cui va riconosciuta l'indiscussa priorità.
Vincenzo
Aita
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