Comunicato finale

Si è conclusa a Torino la 16ª edizione di Terra Madre Salone del Gusto, che con il claim BIODIVERSITY – BE DIVERSITY mette al centro la Biodiversità come ricchezza e cultura di pace. L’evento si conferma uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati al cibo e alla tutela delle produzioni e delle culture alimentari. Un’edizione particolarmente significativa, che ha celebrato i 40 anni di Slow Food Italia e che ha riportato nel cuore della città il grande patrimonio di produttori, comunità e territori della rete Slow Food.

In questo scenario internazionale, la Regione Campania ha partecipato con una collettiva composta da 20 aziende e 16 Presìdi Slow Food, portando a Torino un sistema agroalimentare che valorizza la qualità, la biodiversità e l’identità dei territori, attraverso prodotti e realtà imprenditoriali espressione di tradizioni, competenze e saperi che si rinnovano nel tempo.

«Terra Madre Salone del Gusto – sottolinea l’Assessora all’Agricoltura della Regione Campania Maria Carmela Serluca – rappresenta un’occasione strategica per raccontare una Campania capace di esprimere, attraverso le proprie produzioni, la ricchezza dei territori, una straordinaria biodiversità e un patrimonio di tradizioni, competenze e saperi che si tramandano e si rinnovano nel tempo.

La partecipazione della Regione Campania, con un’ampia area condivisa con il GAL Approdo di Ulisse e il GAL Terra Protetta, ha consentito di costruire, per tutta la durata della manifestazione, un programma articolato di talk, laboratori, degustazioni e show cooking, realizzato in collaborazione con Slow Food Campania.

Un percorso che ha messo al centro produttori, territori e comunità, trasformando la partecipazione a Terra Madre in un vero spazio di incontro e di conoscenza, dove qualità, identità e innovazione dialogano per rafforzare la tutela e la trasmissione dei patrimoni agroalimentari locali e creare nuove opportunità di promozione e sviluppo.»

La Campania porta dunque a Terra Madre non soltanto i propri prodotti, ma un patrimonio più ampio fatto di territori, biodiversità, persone e saperi. Un sistema agroalimentare nel quale la qualità delle produzioni si intreccia con l’identità dei luoghi e con il lavoro delle comunità che ogni giorno contribuiscono a custodirne e valorizzarne il patrimonio.