Descrizione
L'esemplare censito è ubicato nel parco della villa Vannucchi, villa vesuviana del Miglio d'Oro. La dimora è una delle più imponenti della zona vesuviana, fu voluta da Giacomo d'Aquino, VII principe di Caramanico (Patrizio Napoletano e gentiluomo di camera del sovrano del Regno delle Due Sicilie Carlo di Borbone) nel 1755 e in seguito, nel 1851, la villa fu venduta al conte Carlo Van den Heuvel e poi, nel 1912, alla famiglia Vannucchi. Acquisita, in fine, al patrimonio del comune di San Giorgio a Cremano, è stata a lungo interessata da estesi lavori di restauro, che sono terminati nel 2006.Il prospetto posteriore, che si apre sul magnifico giardino all'italiana progettato da Pompeo Schiantarelli nel 1783, è costituito da una serie di arcate, logge e porticati. Il giardino all'italiana di Schiantarelli, la cui vastità è pari al bosco di Portici, è caratterizzato, come si legge anche nella pianta Carafa, da un lungo viale che parte da una quinta ad esedra posta in fondo al cortile e giunge ad una fontana monumentale posta al centro e formata da quattro vasche laterali disposte simmetricamente in diagonale. Da qui si dipanano a "raggiera" quattordici viali che tagliano il giardino per esteso fino al limite della proprietà. Nel giardino sono conservati ancora oggi esemplari di alberi di canfora, pini, lecci, palme, magnolie, datteri, cedri, mimose e albicocchi. La villa, denominata pure "Villa e delizie dei d'Aquino detti di Caramanico" divenne un luogo di riferimento per la nobiltà napoletana ai tempi di Gioacchino Murat. Fu in questo periodo, infatti, che la dimora conobbe il suo maggiore splendore grazie alle feste e ai ricevimenti che il principe d'Aquino offriva agli ospiti sotto la direzione della moglie Teresa Lembo. il leccio si caratterizza, oltre che per l'età e le dimensioni, anche per il suo valore ecologico in quanto rappresenta il sito ideale per la nidificazione di diverse specie di volatili, nonché per il suo valore storico in quanto fa è parte dell'impianto originario della Villa e rappresenta pertanto elemento caratterizzante del paesaggio.