A seguito della prima segnalazione della cimice asiatica (Halyomorpha halys) in Campania nel 2016 e dell’incremento della popolazione dell’insetto osservato negli anni successivi, a partire dal 2020 il Servizio Fitosanitario Regionale (SFR) della Campania, ha istituito una specifica rete regionale di monitoraggio con l’obiettivo di approfondire le conoscenze sull’ecologia e sulla diffusione di H. halys nel territorio regionale, individuare le colture agrarie e le aree maggiormente esposte al rischio di danno economico, definire strategie di contenimento efficaci per limitarne la crescita demografica e la conseguente dannosità. Per lo svolgimento di tali attività, il SFR si avvale del supporto scientifico dell’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante – Sede di Portici (NA) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IPSP).
In continuità con quanto svolto dal 2020 al 2025, anche nel 2026 prosegue l’attività di monitoraggio attraverso l’impiego di trappole attrattive del tipo Pherocon (pannello adesivo innescato con feromoni di aggregazione Trecé), in circa 90 siti di osservazione distribuiti in tutta la regione e ubicati in prossimità di colture agrarie suscettibili agli attacchi di H. halys (actinidia, melo, nocciolo, pero, pesco, ciliegio, albicocco, susino) al fine di valutare la dinamica della popolazione della cimice asiatica nei diversi comprensori del territorio regionale.
Grazie alla collaborazione instaurata con il Museo Reggia di Caserta, un sito di monitoraggio importante è rappresentato dall’annessa area verde del Parco Reale dove è stata registrata una presenza significativa dell’insetto.
Il monitoraggio, eseguito secondo specifiche linee guida di campionamento messe a punto dal CNR-IPSP, viene svolto ogni 7-15 giorni in ognuno dei siti di osservazione e prevede, oltre alla verifica delle catture di H. halys effettuate con le trappole Pherocon, controlli visivi della vegetazione, osservazione dei frutti ed eventuale successiva valutazione del danno presso i laboratori del CNR-IPSP.
L’analisi dei dati del monitoraggio, svolto nel periodo 1° maggio - 15 ottobre di ogni anno, ha consentito di valutare la dinamica di popolazione del fitofago invasivo nel corso degli anni in Campania e identificare le aree con maggiore probabilità di danno alle colture.
Nel 2026, in linea con l’anno precedente, in 32 siti della rete verrà realizzato un monitoraggio rafforzato di H. halys, che prevede, in aggiunta alla trappola Pherocon, l’installazione di altre due tipologie di trappole che hanno dimostrato, da prove di campo condotte in Campania ed in altre regioni italiane, una maggiore efficienza nella cattura di cimice asiatica: la trappola Shindo (Biogard), in cui l’abbinamento del feromone di aggregazione Trecé con l’attrazione vibrazionale (la trappola emette vibrazioni utilizzate da H. halys nella comunicazione intraspecifica) aumenta l’efficacia di cattura degli adulti e soprattutto degli stadi giovanili; la trappola a tubo, attivata con feromone di aggregazione Trecé, molto performante nella cattura degli adulti.
La Rete di monitoraggio è realizzata in collaborazione con Ferrero Hazelnut Company e con le strutture tecniche di Associazione Terrae Abellanae, Cooperativa Cerere, Cooperativa Il Guscio, Cooperativa Nocciole Irpine, Agricola Meridionale, Cooperativa Conca - La Tonda di Teano e Agriazeta.
Il sistema di allerta
L’impiego integrato delle due tipologie di trappole (Shindo e “a tubo”) è finalizzato alla realizzazione di un sistema di allerta capace di restituire informazioni puntuali sulla distribuzione e sulla dinamica di popolazione della H. halys nel corso dell’anno. Tale approccio consente di individuare con maggiore precisione la finestra temporale ottimale per l’esecuzione degli interventi di controllo diretto (trattamenti insetticidi), massimizzandone l’efficacia in coerenza con gli obiettivi di riduzione dell’impiego di prodotti fitosanitari previsti dai disciplinari di difesa integrata.
Il sistema di allerta è operativo mediante la pubblicazione settimanale di bollettini tecnici, elaborati sulla base dei dati del monitoraggio e riferiti a otto diverse aree geografiche, ciascuna con peculiari caratteristiche agroecologiche, individuate sul territorio regionale. Le aree oggetto del monitoraggio rafforzato sono:
Area Nola (n. 3 siti di monitoraggio nei comuni di Cimitile, San Vitaliano e San Paolo Belsito);
Area Visciano - Mandamento (n. 6 siti di monitoraggio nei comuni di Visciano, Sperone, Mugnano del Cardinale e Avella);
Area Irpinia (n. 6 siti di monitoraggio nei comuni di Avellino, Ospedaletto di Alpinolo, Aiello del Sabato, Altavilla Irpina e Forino);
Area Valle Telesina – Titerno (n. 1 sito di monitoraggio nel comune di Cerreto Sannita);
Area Falciano del Massico (n. 2 siti di monitoraggio nei comuni di Falciano del Massico e Sessa Aurunca);
Area Teano (n. 5 siti di monitoraggio nel comune di Teano);
Area Alto Casertano (n. 6 siti di monitoraggio nei comuni di Caianello, Vairano Patenora, Marzano Appio e Presenzano);
Area Giffoni (n. 3 sito di monitoraggio nei comuni di San Cipriano Picentino, Giffoni Valle Piana e Giffoni Sei Casali).
Previa autorizzazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, art. 12, comma 4, nel quinquennio 2021-2025 è stato attuato in Campania un Programma di controllo biologico mediante l’immissione negli agro-ecosistemi della specie esotica Trissolcus japonicus (Imenottero Scelionide con attività di parassitoide oofago), quale Agente di Controllo Biologico di Halyomorpha halys.
Il Programma di Controllo Biologico è stato realizzato con il supporto scientifico del CNR-IPSP di Portici con l’obiettivo di ricostituire gli equilibri naturali e controllare la diffusione della cimice asiatica nel medio-lungo periodo, non essendo presenti efficaci antagonisti autoctoni del fitofago. L’introduzione in natura del T. japonicus è stata effettuata annualmente in specifici siti di rilascio, autorizzati dal MASE, localizzati in ambienti con ridotto/assente utilizzo di fitofarmaci, al fine di salvaguardare la sopravvivenza dell’agente di controllo biologico, particolarmente sensibile all’azione tossica degli insetticidi. I siti interessati, inoltre, sono caratterizzati dalla presenza di vegetazione spontanea in grado di ospitare la cimice asiatica e le sue ovature (aree verdi adiacenti a colture gestite con piani di difesa integrata, aree verdi adiacenti a colture gestite in regime di agricoltura biologica, corridoi ecologici, siepi, vegetazione di argini, aree verdi urbane, aree incolte/abbandonate).
Al fine di proseguire l’attività anche nel 2026, è stata presentata formale richiesta al MASE e, al momento, si è in attesa del rilascio dell’autorizzazione.
Andamento settimanale delle catture di Halyomorpha halys (aggiornamento 18 maggio 2026)
trappola a tubo
trappola Shindo (Biogard)







