Canapa e colture industriali

canapa

La coltivazione della canapa in passato era molto diffusa nelle zone mediterranee e del Centro Europa per la sua capacità di adattarsi a condizioni pedologiche “difficili”, non idonee ad altre piante industriali; essa ha poi subito un drastico ridimensionamento: in Italia da 80.000 ettari del 1910 si è passati ai 183 ettari di superfici investite a canapa del 2010 di cui 30 ettari in Campania (6° Censimento dell’Agricoltura anno 2010).

Negli ultimi anni si è però assistito ad un aumento delle superfici investite a canapa (si stimano 4.000 ettari in Italia nel 2018, di cui 200 in Campania), dovuto in primo luogo alla Legge 2 dicembre 2016, n. 242 “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa” che ha di fatto rimosso i vincoli tecnici che ne ostacolavano la diffusione in campo. La legge permette infatti la coltivazione di canapa (Cannabis sativa) a basso contenuto di tetraidrocannabinolo (THC), provenienti da varietà certificate iscritte cioè nel Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole ed elimina l’obbligo di chiedere l’autorizzazione alla coltivazione sostituendola con una semplice comunicazione di messa in coltivazione.

La Regione Campania per assecondare questo processo, ha approvato la Legge 20 gennaio 2017, n. 5.“Interventi per favorire la coltura della canapa (Cannabis sativa L.) e le relative filiere produttive”, con l’intento di promuovere e favorire il ripristino della coltivazione della canapa industriale (Cannabis sativa L.) sul territorio regionale quale coltura da reddito per i diversi impieghi dei suoi derivati, nonché quale specie vegetale in grado di ridurre l’impatto ambientale in agricoltura, attraverso il finanziamento di progetti pilota.

In applicazione della LR n.5/2017 la Giunta Regionale ha approvato gli indirizzi operativi per la realizzazione e presentazione dei progetti pilota per favorire la coltura della canapa (cannabis sativa) e le relative filiere produttive (DGR n. 759 del 5.12.2017).

La Direzione Generale per le politiche agricole alimentari e forestali ha approvato, in attuazione della DGR 759/2017,  l’avviso pubblico per la presentazione dei progetti pilota. (DRD  n° 232 del 29.12.2017 BURC n.1 del 2 gennaio 2018) a seguito del quale è stato approvato il “Progetto per la rivalutazione olistica della canapa oltre il PIL” (acronimo PROHEMPIL) che coinvolge tre istituzioni di ricerca campane : CREA CI, CNR (ISAFOM, IBAF e IPCB)  ed UNICAMPANIA per la realizzazione di attività multidisciplinari condotte, in campo e in laboratorio, su varietà di canapa industriale ammesse alla coltivazione (ossia iscritte al Registro europeo delle varietà). Il coordinamento scientifico delle attività è affidato al Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria -Colture Industriali (CREA CI) sede operativa di Caserta.

Il maggiore interesse per la canapa da parte degli operatori sia pubblici che privati è legato alla molteplicità dei suoi utilizzi che possono determinare altrettante filiere produttive, in relazione al tipo di prodotto o sottoprodotto utilizzato: dall’alimentare all’edile, dal cosmetico al tessile, fino all'ornamentale florovivaistico, nonché alla sua peculiarità di essere poco esigente di input energetici soprattutto in termini di utilizzo di fitofarmaci e fertilizzanti che ne fanno una coltura a basso impatto ambientale. Ma solo se saranno definitivamente chiariti alcuni aspetti legislativi legati alla commercializzazione delle infiorescenze ed ai limiti del principio attivo (THC) negli alimenti e negli altri prodotti a base di canapa si potrà assistere ad un rilancio completo della canapicoltura sia a livello nazionale che regionale.

Per informazioni: assunta.dimauro@regione.campania.it