Servizio Fitosanitario Regionale

Importazione e nulla osta sementi


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Le sementi regolamentate dalla normativa sementiera possono essere introdotte per la successiva commercializzazione sul territorio comunitario sole se iscritte al registro europeo delle varietà agrarie ed ortive. Nel caso delle specie agrarie (foraggere, oleaginose e da fibra, barbabietole e cereali) devono provenire da Paesi Terzi equivalenti ai sensi delle leggi vigenti in materia sementiera (Decisione del Consiglio 2003/17/CE e Decisione 2007/780/CE). Gli operatori per importare sementi destinate alla successiva commercializzazione devono essere in possesso dell'autorizzazione per il commercio di sementi, rilasciata dalla Regione competente per territorio, ai sensi dell'art. 19 comma c del D.Lgs 214/2005 e successive modifiche integrazioni.

I Paesi Terzi riconosciuti e dai quali è possibile importare sementi, escluse le specie ortive, sono definiti equivalenti e indicati nella Decisione 2003/17/CE modificata dalla Decisione 2007/780/CE del Consiglio del 26 novembre 2007.

Il nulla osta regionale sementiero, rilasciato dal SFR competente per territorio in cui ricade la ditta importatrice, ha validità di tre mesi e deve recare una delle seguenti motivazioni definite dal D. M. 04/06/1997 e dalle circolari MiPAAF 8/1997 e 8690/2016:

  1. in natura ai fini del condizionamento, compresa la temporanea importazione; 
  2. commercializzazione (solo per varietà iscritte al registro europeo);
  3. altre, quali ad esempio la moltiplicazione finalizzata alla successiva ed esclusiva esportazione verso Paesi Terzi.

In base al D.M. 04/06/1997 e alla circolare del MiPAAF n. 8690/2016, il nulla osta regionale delle sementi, di seguito definito Nulla Osta sementiero, viene rilasciato dal Servizio Fitosanitario Regionale in cui ha sede la ditta sementiera importatrice per finalità differenti in base al tipo di semente (iscritta o non iscritta al Registro UE delle sementi).

L'importatore presenta al SFR competente per territorio, la richiesta di nulla osta sementiero (Allegato 2 del DM 04-6-97) in 4 copie unitamente alla dichiarazione sostitutiva (Allegato 3 del DM 04-6-97). Il SFR competente per territorio controlla l'iscrizione delle varietà al registro nazionale o comunitario e l'equivalenza relativa al paese di origine della semente.

Gli operatori, per importare sementi destinate alla successiva commercializzazione devono essere in possesso delle seguenti autorizzazioni:

  • autorizzazione per il commercio di sementi, rilasciata dalla Regione competente per territorio, ai sensi dell'art. 19 comma c del D.Lgs 214/2005 e s.m.i.;
  • iscrizione al RUP se le sementi da importare sono fra quelle elencate nell'allegato V parte B della Dir. 2000 / 29 CE.

Se l'importatore che deve commercializzare sementi, possiede solo l'autorizzazione di cui all'art. 19 comma c del D.Lgs 214/2005 e s.m.i., può importare solamente sementi in confezioni sigillate.

Caso A. Nel caso in cui la richiesta riguardi l'introduzione di sementi non iscritte al Registro UE, destinate alla moltiplicazione e successiva esportazione verso Paesi Terzi (nota MipAAF 8690/2016) l'importatore deve fornire al Servizio Fitosanitario Regionale competente sul proprio territorio, unitamente alla richiesta e alla documentazione di cui sopra, copia del contratto di moltiplicazione o altro documento attestante l'accordo tra la ditta sementiera importatrice e la ditta residente nel Paese Terzo. Acquisita la necessaria documentazione, il Servizio Fitosanitario Regionale sottoscrive in originale la richiesta in quattro copie presentata dalla ditta e invia una copia al ICQRF (Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari) e al NAC (Nuclei Antifrodi Carabinieri), con la relativa documentazione allegata, per le successive verifiche di competenza sui quantitativi introdotti, prodotti ed esportati e sulla relativa tracciabilità mantenuta dalla ditta.

Caso B. Nel caso di prodotti sementieri che non hanno i requisiti per la loro importazione ai fini della commercializzazione in Italia, questi possono essere ammessi all'importazione temporanea per essere selezionati, depurati dalle scorie, condizionati e confezionati per essere riesportati esclusivamente nei Paesi Terzi.

Fatto salvo il rispetto dei requisiti fitosanitari, se si tratta di sementi da Allegato V parte B del d.lgs. 214/2005 e s.m.i., le sementi presenti in allegato I del DM 04-6-97 possono essere introdotte con applicazione del solo regime doganale di temporanea importazione se ricadono in almeno uno dei seguenti casi:

  • appartengono a varietà non iscritte nel registro nazionale o nel catalogo europeo;
  • non sono ufficialmente certificate;
  • provengono da Paesi Terzi non equivalenti.

Il regime doganale di temporanea importazione, (stabilito dagli articoli 175 e seguenti del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43), ha validità di tre mesi dall'introduzione della merce assoggettata a tale regime. La temporanea importazione può essere ammessa dall'Ufficio Doganale competente a condizione che l'importatore disponga di idoneo magazzino autorizzato dalla stessa Autorità doganale. La Regione competente sul territorio dove risiede la ditta, inoltra il nulla osta sementiero all'ufficio doganale operante sul territorio, al ICQRF (Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari) e al NAC (Nuclei Antifrodi Carabinieri). Terminata la lavorazione/confezionamento le sementi vanno esportate con certificato di ri-export.

Per le sementi che rientrano nell'allegato V, parte B, del D.lgs. n. 214/2005, si effettuano i controlli documentali, di identità e fitosanitari necessari per il rilascio del nulla osta all'importazione secondo la procedura già codificata per i controlli all'import di altri vegetali e prodotti vegetali.

Le sementi di Citrus spp. e di altre Rutacee alle quali si applica il punto 18.1 dell'Allegato IV parte A sezione I del d.lgs. 214/2005 e s.m.i. provenienti dai Paesi Terzi, non possono essere introdotte in quanto allo stato attuale nessun Paese è stato ufficialmente riconosciuto dall'Unione Europea indenne da spp., agente causale della malattia di Huanglongbing o di inverdimento degli agrumi.

Nel caso di sementi che necessitano di controlli sia in base alla normativa fitosanitaria sia in base alla normativa sementiera è necessario attuare le procedure riportate precedentemente.

Fermo restando il rispetto dei requisiti fitosanitari di cui al d.lgs. 214/2005 e s.m.i., per introdurre sementi ai fini di ricerca o per prove di miglioramento genetico e di iscrizione ai registri europei delle varietà agrarie e ortive, gli ispettori fitosanitari operanti presso il punto di entrata devono:

  • verificare la presenza dell'autorizzazione preventiva all'introduzione rilasciata dal MiPAAF ai sensi dell'art. 37 della legge 25.11.71, n. 1096 e successive modifiche;
  • acquisire all'atto dello sdoganamento apposita dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà rilasciata dall'importatore o dal suo rappresentante, in cui si attesta la corrispondenza tra i prodotti sementieri autorizzati e quelli effettivamente importati;
  • scrivere sull'autorizzazione MiPAAF che la semente è stata sdoganata totalmente o parzialmente, apponendo timbro e data, in modo che la stessa autorizzazione non possa essere utilizzata per l'introduzione di quantità eccedenti quelle autorizzate.

Nel caso di introduzione di sementi non regolamentate dalla normativa sementiera e non incluse nell'allegato V parte B del d.lgs. 214/2005 e ss.mm.ii., gli importatori di specie agrarie orticole e forestali devono essere comunque in possesso dell'autorizzazione fitosanitaria di cui all'articolo 19 comma c) dello stesso decreto. La stessa procedura si attua per l'importazione a scopi sperimentali di semente OGM.